Fratelli d’Italia rispetto agli sloveni, successori del MSI

Legge e ordine. Sono queste le parole che il leader del neofascista MSI, Giorgio Almirante, ha continuato a ripetere durante i suoi comizi politici e pre-elettorali sempre antislavi a Trieste. La glorificazione dell’ordine è stata ereditata dal neofascista italiano fin dal fascismo, e la parola legalità si è appropriata della sua sopravvivenza nel dopoguerra, anche se non ci ha mai creduto davvero. Col tempo la legalità è svanita e l’ordine è rimasto, che è stato lo slogan fondamentale della destra fino ai primi anni ’90, quando l’ascesa di Silvio Berlusconi ha cambiato radicalmente il corso della politica italiana e ha rimescolato le fazioni di destra. polo politico. Da allora ad oggi, tutto è cambiato nel modo giusto.

Il partito più ostile alla minoranza slovena è il partito Fratelli d’Italia, che è anche il successore del Msi in questa vicenda. Mentre in Alto Adige i simili di Giorgia Meloni si posizionano come gli ultimi difensori della minacciata comunità italiana, in Friuli-Venezia Giulia hanno giocato un “affare storico”. Dicono di non avere nulla contro la protezione della minoranza, ma rifiutano la “falsificazione” della storia da parte degli sloveni, per esempio. sulla Casa Nazionale di Trieste, e gli eroi di Bazovica sono per loro dei terroristi, anche se lo scorso anno anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso loro omaggio.

Gioachino Femia

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